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L'Archivio Inciso

Autore

 

Libro d’Artista numero cinquanta, in edizione limitata,

con testi di Luisa Onesta Tamassia
Daniela Savini e Guido Signorini

Ogni copia del libro contiene le incisioni

Interno archivio Giudiziario
puntasecca su poliver mm 200 x 230
carta Murillo nera mm 250 x 350
anno 2015

Ingresso esterno via Ardigò
puntasecca su poliver mm 300 x 210
carta Fabriano Rosaspina mm 350 x 250
anno 2016

Ingresso interno via Ardigò
puntasecca su poliver mm 300 x 210
carta Fabriano Rosaspina mm 350 x 250 
anno 2016

di Daniela Savini

stampate dall'autore in 20 esemplari in numeri arabi
più III in numeri romani + 1 Pda

Ispirata dall’Archivio

Daniela Savini, classe 1975, originaria di Teramo, da molti anni vive nel Mantovano con il marito ed i figli … e Sergio. Nell’ambito del suo percorso formativo ha incrociato la realtà dell’Archivio di Stato di Mantova a partire dal 2005.
Da funzionario della sala di studio la conobbi mentre era alle prese con la sua tesi di laurea, conseguita a Parma con il professor Arturo Calzona, sulla committenza della tribuna della Santissima Annunziata di Firenze, nel cuore del XV secolo: studentessa dai modi dolci e apparentemente remissivi, si è rivelata particolarmente tenace e determinata nel perseguire il proprio percorso di ricerca. Percorso che, come talvolta accade nelle persone più sensibili e dotate che frequentano la nostra sala di studio, si è trasformato in un viaggio di maturazione e crescita interiore.
Come lei stessa ci rivela, l’esperienza della ricerca storica, con il suo portato di scoperte, nuove letture ed al contempo inevitabili difficoltà, incomprensioni e frustrazioni, si è tramutato in un lavoro di scavo nel proprio io, alla ricerca di un sé temporaneamente smarrito.
La magia dell’archivio si è così nuovamente manifestata: ripercorrendo le vite e le sorti di altri individui, attraverso il mare delle carte solcate dalle scie lasciate dai pennini, è stato possibile sprofondare dolcemente nell’essenza del proprio essere, in un’esperienza liberatoria e vivificatrice.
Una sorta di percorso analitico autogestito, privo di controindicazioni, perché condotto dal ricercatore fino al punto in cui egli stesso vuole arrivare, con la possibilità di abbandonare il viaggio, o di fermarsi alla semplice ricostruzione storica dei fatti e dei personaggi indagati. Salvo invece arrivare a scoprire le assonanze tra le azioni, le passioni, le motivazioni e i sentimenti di uomini e donne d’altri tempi con il proprio vissuto, in un processo scientifico e catartico al tempo stesso, di analisi e sintesi, ed infine di ricomposizione, per attingere alla parte più intima e sconosciuta del proprio essere.
Questo penso sia successo a Daniela, e questa la ragione del suo omaggio all’Archivio di Stato con la serie di incisioni ispirate alle immagini dei depositi storici.
Anche la tecnica adottata dall’artista consuona con la manoscrittura dei documenti: la puntasecca, come uno strumento grafico, percorre la superficie della lastra incidendovi i tratti.
Il gesto della mano ripercorre minuziosamente ogni particolare dell’immagine, penetrandone consapevolmente ogni minimo dettaglio, ma le barbe ai bordi del solco non vengono eliminate, generando nella fase di impressione la caratteristica resa chiaroscurale.
Il viaggio fisico attraverso l’edificio dell’Archivio di Stato, con i particolari delle grandi finestre ad archi a tutto sesto, delle scale a chiocciola e degli ombrosi scaffali, attraverso la resa dell’incisione, che è al tempo stesso analitica ed evocativa, si traduce in un percorso simbolico denso di rimandi. Tra rigorose geometrie, sature ombre e giochi di luce, l’artista ripercorre il suo viaggio nel tempo e nella memoria, ritrovando l’essenza del proprio vissuto.

Luisa Onesta Tamassia
Direttore Archivio di Stato di Mantova

L’ Archivio inciso

La mostra, progettata e realizzata per l'Archivio di Stato di Mantova, prevede - dopo un excursus fotografico anticipato ed esposto nella Sacrestia della Santissima Trinità, nell'ambito delle iniziative Ispirati dagli archivi promosse dall'ANAI, Associazione Nazionale Archivisti Italiani, nella settimana del 14-19 marzo fino al 16 aprile 2016 - la realizzazione di incisioni a puntasecca, in una sorta di viaggio virtuale che conduce l'osservatore, o chiunque interessato, a conoscere l'Archivio dall'esterno al suo interno, dall'ingresso su via Ardigò agli archivi giudiziari, fin dentro gli scaffali ottocenteschi.

E' un percorso fisico reale attraverso l'edificio e nello stesso tempo un percorso semantico denso di rimandi, attraverso i molteplici significati della parola archivio.

Archivio come Edificio - Locale.
Archivio come Istituto - Luogo nel quale vengono concentrati fondi documentari di provenienza diversa per la conservazione permanente e per la consultazione.
Archivio come Fondo - Complesso dei documenti prodotti o comunque acquisiti da un ente (magistrature organi o uffici centrali e periferici dello Stato; enti pubblici istituzioni private, famiglie e persone) durante lo svolgimento della propria attività.

Il mio desiderio è soprattutto quello di riuscire a trasmettere attraverso le incisioni le sensazioni, l'atmosfera, il vissuto che emanano le carte, gli ombrosi scaffali, le grandi finestre a tutto sesto, le scale a chiocciola, ed immergere lo spettatore della mostra, o semplicemente il lettore del libro d'arte, nell'Archivio come se ci stesse fisicamente. Tra rigorose geometrie, sature ombre e improvvise lame di luce, un viaggio nel tempo e nella memoria per arrivare sino agli archivi, bene della vita e patrimonio dell’umanità, sino all’essenza del nostro vissuto.

A tutti gli effetti è sì una mostra d'arte, ma può essere considerata anche una mostra di valorizzazione e promozione di un patrimonio, di un bene unico nel suo genere, come uniche sono le incisioni mai realizzate in passato.

Daniela Savini

E’ alquanto singolare che partendo da un progetto finalizzato a far conoscere l’archivio esternamente come edificio e internamente come struttura, contenitore di documenti, lo stesso divenga oggetto, contemporaneamente, di un’esposizione e di un libro d’artista.
Il viaggio virtuale di Daniela Savini, evidenziato da una serie di incisioni a Puntasecca che formano “L’Archivio Inciso”, ci trasporta all’interno di una serie di lavori dove sensazioni ed emozioni si fondono giostrando attorno a quella che è la concezione tecnica e storica dell’archivistica, fino a esternarla attraverso una visibilità iconica che evidenzia una serie di immagini incise dove la luce, protagonista in primis, si fonde con il segno, traccia testimoniale di memorie scavate nel tempo.
Ecco che allora l’inizio del viaggio, rappresentato in uno splendido foglio verticalizzato in cui l’edificio è evidenziato tramite una visione grandangolare, dove la scritta “Archivio di Stato” ci accoglie al di sopra di una solida porta di legno, ci conduce fantasiosamente alla curiosità di scoprire il passato attraverso documenti e immagini, in un presente colmo d’interrogativi.
E se c’imbattiamo in un’anonima figura di donna, indaffarata a deporre alcuni faldoni su scaffali alti e polverosi, la stessa si fonde, come in stato di grazia, tra l’architettura cartacea e la luce sfumata che entra dalla finestra in fondo alla stanza.
Le porte di un armadio aperto, ci portano confidenzialmente a sfiorare le carte sugli scaffali sovrastanti.
La luce è protagonista in tutte le lastre incise dalla Savini. Amoreggia con il buio e la polvere, veste secoli di storia e accarezza file di documenti collocati in parata come giovani ufficiali, riflettendo su pavimenti e finestre angolari, creando scorci d’interno che ci riportano allo splendore di Veermer.
In alcuni fogli, il particolare diventa esplicativo dell’insieme. Si può trovare in esso lo stropicciamento della carta, l’individuazione delle lettere. I fogli fascicolati sono lì che sembrano scrutare il pavimento dall’alto, un pavimento zoomato che coglie il delicato segno delle acqueforti di Morandi.
In un’altra puntasecca, una finestra rappresentata in primo piano, sembra far parte essa stessa dell’archivio. Oltre troviamo la reticella di protezione, le grate, la luce che impavida tenta di entrare con la sua testimonianza.
E poi le grandi visioni d’insieme dove giganteschi scaffali ammiccano perpendicolarmente a tavoli spogli. Qualche lampada, alcuni fogli sparsi, la solita luce che discreta assorbe la stanza.
Ci troviamo di fronte ad un progetto straordinario, sicuramente in divenire data la mole del materiale. Un lavoro eseguito con taglio innovativo, esteticamente pregevole, meticoloso e ricco di quella storicità visiva occorrente per calarsi all’interno di una realtà millenaria. Una testimonianza, quella di Daniela Savini, destinata a potenziare a sua volta quella che è la realtà archivistica del nostro Paese, a volte trascurata per incuria o mancanza di fondi, ma sempre affascinante e colma di meravigliose incognite.

Guido Signorini

Nasce a Teramo nel 1975, risiede in San Giorgio di Mantova. Ottiene il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico Statale di Teramo e poi l'attestato professionale di Decoratore di Ceramica. Si trasferisce a Parma conseguendo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali e successivamente a Mantova il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Dopo gli studi riprende la naturale inclinazione per il fare artistico come mezzo e processo catartico di manifestazione e realizzazione dell'io.

Pubblicazione: "Gli ex voto: l'Ospedale Grande di Mantova", in "Civiltà Mantovana", anno XLII, n. 124 -settembre 2007, pp. 28-39, Il Bulino edizioni d'arte, Modena 2007; estratto della tesi di laurea La committenza della tribuna della SS. Annunziata di Firenze. Ex voto, Mantova-Firenze.

Inizia a dipingere da autodidatta a 16 anni nel 1991 durante la frequentazione del Liceo artistico ma esordisce pubblicamente nel 2008 con una personale presso la Galleria del Candelaio a Firenze. Dell'artista si ricordano diverse mostre: nel 2009 la personale "Sintesi. Dipinti 2007-2009" presso il Circolo Ufficiali di Verona; nel 2010 la personale "Passa il tempo" nello Spazio Feltrinelli di Mantova e nello stesso anno la collettiva "Presenze Assenze di Corpi" a cura di Sara Carbone e Mimmo di Marzio presso lo Spazio Taccori di Milano e la partecipazione alla Fiera di Reggio Emilia; nel 2011 di nuovo la sua presenza alla Fiera di Reggio Emilia, la collettiva "Arte Giovane" presso la Galleria Arianna Sartori di Mantova; "Arte in Viaggio" a cura della Galleria Il Sagittario di Mantova e Pont-Aven di Suzzara (MN) nella Basilica di San Martino a Weingarten (D); "Ritratti AutoRitratti" a cura di Giorgio Berra e Ivano Taccori nello Spazio Taccori di Milano; la personale "Figure: l'uomo alla ricerca della sua identità" nello Spazio comunale di Affi (VR) con il patrocinio del Comune e poi riproposta nella Galleria il Sagittario di Mantova; nel 2012 la collettiva Salon D'Automne in Cina a Haynan; "Donne Dipingono Uomini-Uomini Dipingono Donne" a cura di Daniela Pronestì e Roberta Fiorini in Simultanea Spazi d'Arte di Firenze; "Women in the Arts 2012" a cura di Crisolart Galleries e MOA Museo of the Americas a Miami in Florida (USA); la Biennale Internationale d'Art Miniature,Galerie du Rift, Ville-Marie (Québec) Canada; nel 2013 espone in due occasioni in Svezia "Landscape in Italian" Alvik e Virsbo, la Rassegna Arti e Mestieri di Suzzara e Concorso Saturarte e collettiva a tre presso la Galleria Arianna Sartori di Mantova; nel 2014 la personale a Mantova "L'uomo: un corpo, una coscienza, una vita" presso il Museo Diocesano Francesco Gonzaga con il patrocinio del Comune e le collettive Selezione Biennale di Roma presso il Museo Pier Maria Rossi di Berceto (Parma), Biennale Internationale d'Art Miniature, Galerie du Rift, Ville-Marie (Québec) Canada, Rassegna “Arte in arti e mestieri” di Suzzara (MN), Rassegna Cento anni di arte mantovana, a cura di Arianna Sartori presso la Casa Museo Sartori; nel 2015 la partecipazione Art Fair Bruxelles AAFB con la Galleria Javier Roman, Malaga (Spain), L'arte italiana dalla terra alla tavola, a cura di Arianna Sartori Editore, Casa Museo Sartori di Castel d'Ario (MN) 19 aprile -31 maggio, Rassegna “Arte in arti e mestieri” di Suzzara (MN) e la Biennale Internationale du Portrait (INTERBIFEP) della Galerie Internationale du Portrait di Tuzla -Bosna i Hercegovina 2 ottobre- 2 novembre.

Dal 2012, dopo un incontro con il pittore e incisore Angelo Boni, inizia la pratica incisoria. Nel 2013 l'acquisto di un torchio. Inizia con la collettiva Primo premio grafica italiana 2013, 2014 e 2015. Nel 2014 la selezione al XXVIII Premio Fibrenus, la collettiva Stampa2 presso l'Atelier Controsegno di Veronica Longo -Pozzuoli(Napoli), nel 2015 la Rassegna internazionale Incisioni al Femminile, Atelier Controsegno di Veronica Longo -Pozzuoli (Napoli), la personale Digitale e la puntasecca. Alla ricerca del dato pittorico, Spazio Feltrinelli -Mantova, la selezione alla International Graphic Art Biennal Dry Point 2015 di Uzice -Serbia, selezione al Premio giovani incisori 2015 1° biennale incisione "Giuseppe Maestri" -Bagnacavallo (Ravenna).

Le sue incisioni si trovano presso il Gabinetto di stampe G. Polanschi di Cavaion Veronese (Verona), Archivio Sartori di Mantova, Museo della Grafica Italiana di Vigonza (PD) e l’Archivio delle Stampe Contemporanee di Carnello- Sora, Galerie du Rift, Ville-Marie (Québec) Canada, l'Atelier Controsegno di Veronica Longo, Pozzuoli -Napoli, l'archivio della Galleria Guido Signorini (Lendinara-RO), in ultimo nella City gallery of Uzice -Serbia (International Graphic Art Biennal Dry Point).

Predilige sopratutto la tecnica della puntasecca e poi maniera nera ed acquaforte, che sono più congeniali al suo segno e tematica figurativa.

www.savinidaniela.it email: savini.daniela@gmail.com

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Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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